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mercoledì 31 dicembre 2014

Un anno di letture

raccolta libri letture top del 2014

"Mi resi conto che con le mie stesse dita
avevo acciuffato un pizzico di felicità. E non era stato difficile quanto sembrava all'inizio."

E alla fine successe qualcosa di meraviglioso, Sonia Laredo


Tanti auguri per un 2015
ricco di tutto quello che più desiderate

domenica 28 dicembre 2014

LeggiAmo sotto l'albero di Natale (un libro che parla di libri): E alla fine successe qualcosa di meraviglioso

Il libro è un oggetto così straordinario che gli stessi libri spesso ne parlano.

I libri che parlano di libri sono ricchi di suggerimenti per altre letture e di riferimenti ad autori e storie. Quando li leggo devo necessariamente avere vicino carta e penna per non lasciarmi sfuggire gli spunti più interessanti.

Da una carissima amica, che conosce bene la mia passione per la lettura, ho ricevuto in dono

E alla fine successe qualcosa di meraviglioso
Sonia Laredo
Mondadori

romanzo Sonia Laredo libro che parla di libri Mondadori

Il romanzo si  apre con l'emozionante evocazione, scommetto condivisibile da tutti, delle sensazioni suscitate nella protagonista, Brianda, dall'imparare a leggere.

"Ricordo ancora il giorno in cui, quando ero molto piccola, imparai a leggere. Fu un evento magico. Posso ancora rivivere la palpitante emozione che provai quando le lettere cominciarono ad assumere significato davanti ai miei occhi. Un attimo prima, sembravano solo animaletti che si nascondono sotto terrae che nessuno può vedere, e quello successivo erano vive e capaci di dare senso al mondo, di ordinarlo."

Nella vita di Brianda i libri hanno un ruolo fondamentale: sono il suo lavoro, la sua ancora di salvezza e gli autori i suoi migliori amici. La crisi colpisce inevitabilmente anche l'editoria e Brianda si ritrova presto senza lavoro. Non volta però le spalle ai suoi amati libri, anzi ancora una volta si affida a loro e, consultandoli come un oracolo, giunge a Nuba, uno sperduto paesino nel nord della Spagna, lungo il cammino di Santiago. Incuriosita da un cartello che annuncia la cessione di una libreria si imbatte nell'anziano, ma arzillo proprietario che le offre ospitalità nella sua casa in cambio di aiuto in negozio. Da lì ad un anno una serie di persone ed avvenimenti si intrecciano nella vita di Brianda, tanto che la sua vita precedente, quella trascorsa a Madrid, sembra lontana anni luce.

Il libro è la prima pubblicazione dell'autrice, Sonia Laredo, che cela dietro questo nome la sua vera identità, si sa solo che lavora nel mondo editoriale spagnolo. Ho apprezzato molto la piega data dall'autrice alla narrazione. Se nella prima parte gli avvenimenti sembrano quasi scontati, nella seconda il romanzo prende una piega del tutto imprevedibile che tiene il lettore incollato alle pagine e lo riconduce a particolari, narrati all'inizio, che sembravano del tutto trascurabili.

Un romanzo per chi ha bisogno di trovare la forza di salvarsi, il coraggio di affrontare una difficoltà, una spinta per andare avanti e non arrendersi.

"Mi resi conto che con le mie stesse dita avevo acciuffato un pizzico di felicità. E non era stato difficile quanto sembrava all'inizio."


segnalibro punto croce albero natale libro

venerdì 28 novembre 2014

LeggiAmo (un libro tratto dalla lista dei libri letti di Rory Gilmore): Orgoglio e pregiudizio

Alzi la mano chi non ha mai letto un libro di Jane Austen. Io!

La tappa del mese di maggio di LeggiAmo prevedeva la lettura di un libro tratto dalla lista dei titoli letti di Rory Gilmore. Scorrendo l'elenco ho scelto senza alcuna esitazione

Orgoglio e pregiudizio
Jane Austen
Oscar Classici Mondadori


Dopo aver ascoltato e letto moltissime opinioni sull'autrice, sono giunta alla conclusione che o la sia ama o la si odia, senza vie di mezzo. Ho iniziato quindi il libro con l'intento di capire da quale parte mi sarei schierata.

Il romanzo è ambientato nella provincia inglese di fine Settecento ed è la storia della famiglia Bennet composta dall'insopportabile madre il cui unico compito sembra essere quello di garantire un futuro roseo alle cinque figlie trovando loro un buon partito. Il padre, intelligente, sarcastico e dal carattere pacato, ha un ruolo secondario. Le figure dei vari corteggiatori si alternano per tutto il libro il cui titolo richiama i caratteri principali che emergono dalle pagine: l'orgoglio, della madre che vuole il meglio per le proprie figlie, ma soprattutto quello forte del ricco Sig. Darcy, che nega anche a se stesso la verità dei suoi sentimenti pur di non mischiarsi con una classe inferiore alla sua e allontana da questo rischio anche l'amico Bingley.

"Ho lottato invano. Non c'è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami."

Il pregiudizio tocca molti personaggi, ma in modo particolare la seconda delle sorelle Bennet, l'intelligente e razionale Elizabeth, per colpa del quale costruisce un'immagine distorta del Sig. Darcy.

Tanti personaggi, molto diversi tra loro, una scrittura non immediata e la lettura procedeva lenta al punto che intorno alle prime cento pagine, scoraggiata, ho chiesto aiuto  alle amiche de La locanda dei libri: abbandonare il libro o dargli una nuova possibilità? Con il loro entusiasmo mi hanno convinta a non arrendermi e a dedicargli qualche altra pagina. La storia ha finalmente iniziato a coinvolgermi e la curiosità di conoscere il finale mi ha portata alla conclusione senza più alcuna esitazione ed interruzione.

Di solito di un libro si cita il personaggio preferito, ma di Orgoglio e pregiudizio non dimenticherò facilmente i due che mi hanno colpita in senso negativo: la già citata Sig.ra Bennet, pettegola, arrivista e ostinata, con i suoi atteggiamenti mette spesso in imbarazzo le figlie maggiori e il Sig. Collins, cugino del Sig. Bennet dal quale erediterà tutti suoi averi, che non perde occasione di manifestare la sua superbia. Le espressioni che usa nelle sue lettere sono irritanti.

Non sono ancora in grado di schierarmi tra i sostenitori o i non sostenitori della Austen, quel che è certo è che rileggerò questo romanzo per avere un'opinione più definita della prima parte.

domenica 12 ottobre 2014

VisitiAmo: Una delle città più antiche del mondo - Matera

Sulla strada del ritorno dalle vacanze estive in Puglia forte è stato il desiderio di deviare il percorso per immergersi nel paesaggio collinare materano fino a raggiungere la città.

Delizioso l'insieme che appare lasciando la parte nuova della città e sbucando in Piazza Pascoli

Matera capitale europea cultura 2019

 ma ancora più suggestiva la visione d'insieme sulla parte storica
che appare dal belvedere della stessa piazza.

Matera capitale europea cultura 2019

Definita come una delle città più antiche del mondo Matera attira oggi numerosi visitatori grazie all'unicità del suo centro storico: i Sassi, gli antichi nuclei abitativi, riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità.

Matera capitale europea cultura 2019

Matera capitale europea cultura 2019

I Sassi sono i rioni principali, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, caratterizzati da agglomerati di case scavate nel tufo a ridosso del torrente Gravina. Intorno si intravede il Parco della Murgia Materana, ricco di grotte e chiese rupestri a testimonianza della vita preistorica.

Murgia e gravina Matera

Sassi Murgia Materana Gravina

Il modo migliore per visitare il centro storico è perdersi nei suoi vicoli, nel sali e scendi di scalinate, tra una chiesa e le numerose case-grotte oggi adibite a museo che rendono bene l'idea della povertà e delle impietose condizioni igienico-sanitarie in cui si viveva agli inizi del Novecento e fino alla metà degli anni Cinquanta, quando il clamore suscitato dalla pubblicazione del libro Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi portò il governo ad interessarsi della problematica emanando il decreto volto allo sfollamento dei Sassi.

Casa-grotta Matera Sassi

chiesa Matera capitale cultura 2019

Campanile Matera SassiDettagli Matera case balconi

"Eravamo intanto arrivati al fondo della buca, a Santa Maria de Idris, che è una bella chiesetta barocca, e alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. Di lì sembra quasi una città vera. Le facciate di tutte le grotte, che sembrano case, bianche e allineate, pareva mi guardassero, coi buchi delle porte, come neri occhi. E' davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante." (Cristo si è fermato a Eboli - Carlo Levi)

Matera casa passeggiando


dettagli Matera Basilicata capitale europea cultura 2019

Chiesa Matera Basilicata Sassi

Passeggiando l'attenzione viene richiamata dai chiassosi fischi del cuccù, il colorato fischietto, che nella classica forma di gallo stilizzato rappresenta un simbolo della tradizione materana, dal forte significato scaramantico: veniva murato nei camini e posto sulle culle dei neonati non ancora battezzati per allontanare gli spiriti maligni, donato ai figli maschi come augurio di futura felicità, ma anche usato come promessa d'amore. Fischietti coloratissimi, dalle forme e dimensioni più disparate si trovano in ogni negozio di souvenir e sulle bancarelle che si incrociano nei vicoli, per la gioia dei più piccoli.

Dettagli Matera Sassi Basilicata


Scalinata scale gradini Matera Sassi

scorsi dettagli Matera vista Sassi

Matera Sassi veduta Basilicata

Arco Matera Basilicata capitale europea cultura 2019

Dopo tanto camminare è impossibile cercare di ignorare il richiamo dei profumi provenienti dalle finestre delle cucine. La gastronomia materana è ricca di prodotti sfiziosi dalle zucche di cereali e legumi, al pane di Matera cotto, come vuole la tradizione, nel forno a legna, e ancora lumache cucinate nei più svariati modi e la pasta fresca.

Orecchiette pasta fresca pomodoro puglia cucina

Amore Matera Basilicata Vacanze

sabato 11 ottobre 2014

LeggiAmo: Cristo si è fermato a Eboli

Ci sono libri che mi hanno fatto viaggiare con l'immaginazione e permesso di scoprire posti che forse non avrò mai il piacere di visitare, ce ne sono altri che mi hanno quasi costretta a recarmi in un luogo talmente era forte il desiderio di poterlo vivere di persona e poi c'è

Cristo si è fermato a Eboli
Carlo Levi
Einaudi

che ho voluto leggere dopo averne più volte sentito parlare nel corso della mia visita alla pittoresca città di Matera.

Carlo Levi Matera Basilica libro

Un racconto autobiografico dei due anni trascorsi dall'autore, alla metà degli anni Trenta, al confino in Lucania, tra i paesi di Grassano e Aliano (nel libro Agliano), in provincia di Matera, una terra povera al punto da essere definita "dimenticata da Dio". Il titolo riassume perfettamente il messaggio ricorrente del libro: il problema meridionale, non solo una denuncia, ma anche il racconto di una vita, quasi rassegnata, di chi vi abita.
Eboli è un paese in provincia di Salerno, dove la strada e il treno abbandonano la costa e il mare per addentrarsi nelle desolate terre di Lucania, dove gli abitanti non si ritengono cristiani (espressione con cui da queste parti ci si riferisce agli uomini), ma bestie. Eboli rappresenta quindi una sorta di confine tra due mondi così diversi seppur facenti parte dello stesso Paese.

Una descrizione meticolosa, ma mai noiosa, ci permette di conoscere persone, luoghi e avvenimenti, spesso attraverso il racconto di storie, credenze, leggende e superstizioni tipiche di una civiltà prettamente contadina che vive nell'incubo della malaria. Levi con i suoi ricordi, precisi nonostante il libro sia stato scritto circa una decina di anni dopo, suscita forti emozioni. Forte è il contrasto tra la sua figura di medico e persona colta con quella del mondo arcaico nel quale si ritrova costretto a vivere. La sua intelligenza traspare in continuazione: dal sapere adattarsi alla nuova condizione alla voglia di conoscere le persone e non limitarsi ai giudizi ricevuti; inoltre non scrive mai una parola di troppo contro il regime che l'ha condannato.
Come gli abitanti di Agliano, anche io avrei voluto che Levi al termine del confino non fosse salito sul treno per tornare a casa, per poter conoscere altri fatti e altre persone povere economicamente, ma ricche di valori

"...trovava posto anche nel suo animo quella che è la virtù prima e antichissima di queste terre: l'ospitalità; la virtù per cui i contadini aprono la porta all'ignoto forestiero, senza chiedergli il suo nome, e lo invitano a mangiare il loro scarso pane; di cui tutti i paesi si contendono la palma, fieri ognuno di essere il più amichevole e aperto al viandante straniero, che, forse, è un dio travestito."

martedì 9 settembre 2014

LeggiAmo (un autore sudamericano): Il manoscritto ritrovato ad Accra

Fino a quando il tempo lo permetterà le mie letture continueranno all'aperto, immersa nella natura. A piedi scalzi sull'erba appena tagliata ho ritrovato, dopo alcuni anni, la scrittura di Coelho.

Il manoscritto ritrovato ad Accra
Paulo Coelho
Bompiani

Il manoscritto ritrovato ad Accra - Lara - http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/

Poche pagine che attraversano i temi più importanti della vita e forniscono per ognuno una serie di insegnamenti. Il fil rouge è il nobile sentimento dell'amore.

Una scrittura semplice che alterna pezzi degni di essere annotati ad altri - troppi - banali, veri e propri luoghi comuni

"La cosa peggiore non è cadere, bensì non rialzarsi e giacere nella polvere. Soltanto chi desiste è sconfitto. Tutti gli altri possono dirsi vittoriosi."

"E il tempo cesserà di esistere. Poichè nella terra del piacere che nasce dall'amore autentico tutto è eterno ed infinito."

La tentazione di abbandonarlo dopo i primi capitoli è stata forte, poi la brevità del libro e il ritrovamento di citazioni che si rispecchiano con il mio modo di vivere l'amore

"Senza la solitudine, l'Amore non può rimanere a lungo nella vita di una persona. Poichè l'Amore necessita di distacco e di riposo, in modo da poter vagare nei cieli e manifestarsi in altre forme."

mi hanno spinta a terminarlo.
Da una vera e propria spiegazione sul modo di affrontare la vita

"Perché la gioia è contagiosa e riesce sempre a scovare una soluzione, laddove la logica si è limitata a fornire una spiegazione per l'errore."

ad un'altra

"Più il cuore si avvicina alla semplicità, più è a capace di amare liberamente e profondamente senza riserve né paure."

Coelho ci pone di fronte all'unica certezza che ci riserva il futuro

"l'Indesiderata delle Genti"

che senza preavviso ci inviterà a seguirla in quel viaggio che non vogliamo compiere, ma dal quale non possiamo sottrarci. Sarà in quel momento che rivedremo in un lampo il nostro passato e ne faremo il bilancio e risponderemo all'inevitabile domanda

"Avrò amato abbastanza?"

mercoledì 3 settembre 2014

LeggiAmo: Un bel sogno d'amore

Sulle sponde del lago d'Iseo illuminato dalla luce di un tramonto di fine estate, mi sono immersa nella lettura di

Un bel sogno d'amore
Andrea Vitali
Garzanti

Sarnico, Lago d'Iseo - Lara - Il gusto proibito dello zenzero

L'ambientazione del romanzo, tipica di Vitali, mi riporta ad un altro lago, quello di Como, nel paese di Bellano. Siamo agli inizi degli anni Settanta quando l'annuncio della proiezione del film Ultimo tango a Parigi scuote la tranquillità degli abitanti del paese dividendoli in due fazioni: favorevoli e contrari. Della prima fa parte anche Adelaide che, per nulla intenzionata a perdersi la visione della pellicola, obbliga l'eterno indeciso fidanzato Alfredo ad una scelta: andare con lei al cinema nonostante il parere sfavorevole della madre o correre il rischio di lasciarla andare da sola o meglio con un altro accompagnatore, ad esempio quel combina guai del bel Ernesto. Il film scivola quindi in secondo piano fino a scomparire presto dal resto della narrazione per lasciare spazio ad un rocambolesco susseguirsi di fatti, rincorrersi di pettegolezzi, sentimenti e di buffi personaggi, di fronte ai quali è impossibile non lasciarsi sfuggire un sorriso.
Rispetto ad un altro romanzo letto dello stesso autore questo l'ho trovato meno scorrevole, forse per il modo di costruire le frasi. Aiuta nel proseguimento l'abilità dello scrittore nel chiudere i brevi capitoli, che si alternano da una storia all'altra, lasciandoti con la curiosità di scoprirne il seguito.
Il finale, ancora una volta, è inaspettato.