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lunedì 27 marzo 2017

ll dramma dei viaggi della speranza: Il mare nasconde le stelle

Ma quando finisce il mare?
Ho temuto che non avesse confini perché in tutte le direzioni in cui guardavo vedevo solo una distesa di azzurro matrigna, che nascondeva qualcosa. Non c'era differenza tra il cielo e l'acqua sotto i miei piedi. Tutto era uguale. Lo è stato per centosettanta ore in cui si alternavano solo buio e giorni vuoti. Che però non erano tutti uguali. Perché la paura non è mai la stessa.

Con queste frasi ha inizio

Il mare nasconde le stelle
Francesca Barra
Garzanti

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Cristina Barra dà voce a Remon, quattordicenne egiziano che ha trovato il coraggio di abbandonare la propria terra, per fuggire dalle persecuzioni che era costretto a subire per via della sua fede cristiana.
La prima volta che aveva visto il mare era stato durante una piacevole vacanza trascorsa ad Alessandria con la famiglia, ma non aveva immaginato che potesse nascondere dei pericoli.

Il mare appare diverso visto dalla barca,
"sembra pieno di sofferenza, tristezza e dolore. Abbandono."

 Non aveva idea di quanto fosse ampia la distesa di acqua salata che lo separava dall'Italia e da Milano, ma voleva inseguire i suoi sogni: quello di essere libero di professare la propria fede e quello di poter studiare per diventare ingegnere.
Non poteva immaginare quanto sarebbe stato doloroso consumare l'ultima cena con la propria famiglia fingendo che fosse un pasto come tutti gli altri; raccogliere una manciata di cose con l'aiuto del fratello, l'unica persona a cui aveva potuto confidare il proprio piano e richiudersi alle spalle la porta di casa nel cuore della notte, senza fare rumore per non svegliare i genitori che si sarebbero opposti alla sua partenza.

La parola "viaggio" la associo all'addio dal giorno in cui ho preso quella barca che mi ha portato in Italia. Questa parola non mi fa stare tranquillo. Dietro di essa oggi si nascondono tanti significati, molti negativi per me.

Lo chiamano "il viaggio della disperazione" e le pagine che narrano prima l'attesa di imbarcarsi, e poi la navigazione verso l'Italia di Remon, ci trasmettono la paura di saltare da una barca all'altra, le urla di terrore e le lacrime che scorrono soprattutto sul viso di donne e bambini, gli ordini e le imprecazioni degli scafisti, la fame e la sete che tolgono le forze, i litigi che per via del nervosismo si scatenano anche per futili motivi, l'angoscia di non sapere quanto ancora sarebbe durato quello strazio.

Dopo sette interminabili giorni la barca raggiunge le coste siciliane e subito giungono in aiuto i soccorsi. Dopo le registrazioni e le visite mediche i migranti vengono accompagnati ai centri di accoglienza. Ha inizio per Remon una nuova vita, in un Paese sconosciuto, fatta di numerosi ostacoli da superare per realizzare i suoi sogni e senza dimenticare nemmeno per un minuto la sua famiglia egiziana.

Il viaggio per mare è intervallato da parti dedicate ai ricordi della sua vita passata, alla descrizione della sua famiglia e alle discriminazioni subite per via della religione, per lasciare spazio infine alla descrizione dei giorni trascorsi nel centro di accoglienza e poi ai tentativi fatti dagli assistenti sociali di trovare una nuova famigli alla quale poter essere affidato.

L'autrice permette di raccontare a Remon la sua storia, simile a quella di tanti uomini, donne e bambini che ogni giorno sbarcano sulle coste meridionali della nostra penisola. Le frasi sono brevi e composte da parole semplici, quelle di un ragazzo che ha da poco imparato una nuova lingua, ma che cerca di trasmetterci tutte le sue emozioni. Il titolo incuriosisce, ma al tempo stesso lascia intendere che quello che viene affrontato è un argomento triste ed è supportato da una copertina delicata e malinconica.

lunedì 30 gennaio 2017

Tappa al cat cafè per leggere la storia di un gatto buffo: Il gatto che aggiustava i cuori

Il mio viaggio prosegue nel continente asiatico, con meta le Filippine, dove è facile imbattersi in uno dei numerosi cat cafè, locali in cui è possibile consumare una bevanda calda in compagnia di uno dei diversi gatti che qui vivono. E' facile trovarli addormentati su una delle mensole o delle sedie che arredano il locale, attirare la loro attenzione offrendo un gustoso snack felino o vederli giocare tra loro. Questi particolari caffè sono spesso caratterizzati da insegne ad hoc, come quelle che ritraggono il gatto all'interno di una tazza.

Il cat cafè è il luogo ideale per leggere un libro che parli di gatti, tra una coccola al nuovo amico a quattro zampe e un sorso di caffè.

Il gatto che aggiustava i cuori
Rachel Wells
Garzanti

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Protagonista del romanzo è il gatto Alfie, amante delle lunghe giornate passate a sonnecchiare sul divano in compagnia dell'anziana padrona. La morte della donna sconvolge la sua quotidianità, per il terrore di finire in un gattile, scappa di casa e con fare sperduto inizia a girovagare per le strade di Londra. Incapace di vivere da randagio si sposta da una parte all'altra della città cercando un nuovo padrone pronto ad accoglierlo, fino a giungere in Edgar Road, quartiere fatto di villette a schiera e ricco di verde. La zona gli piace molto ed è intenzionato a trovare qui la sua nuova famiglia, ma gli abitanti sono troppo presi dalle loro vite frenetiche e dai loro problemi per accorgersi della sua presenza. Alfie riuscirà a farsi notare mostrando le sue doti ad alcune persone che hanno bisogno del suo aiuto. Si sviluppano così una serie di storie all'apparenza diverse tra loro, che vedono protagonista Claire, una donna abbandonata, Jonathan, un uomo solo, Polly, una giovane mamma senza aiuti e una famiglia di migranti, ma che avranno tutte un lieto fine grazie allo straordinario gatto. Anche Alfie imparerà molto da queste esperienze, ad esempio che è meglio essere l'animale da compagnia di più persone piuttosto che quello di un'unica famiglia per non rischiare di ritrovarsi nuovamente solo.

Il titolo è decisamente troppo pretenzioso per un romanzo quasi infantile. La definirei più una storiella per amanti di animali, che si vogliono dedicare ad una leggera lettura a tema per rivivere e pensare alle proprie esperienze con gli amici felini. Più che scontato il filo logico/copione delle favole: tranquillità, crisi, sviluppo e lieto fine con tanto di protagonista-eroe (ovviamente il gatto), amici da aiutare e presenze antagoniste da scacciare, come i non amanti delle "palle di peli".
La Wells elegge Alfie al ruolo di super-gatto, dotato di intelligenza e della capacità di leggere nei cuori delle persone. Con stratagemmi troppo forzati fa in modo che aiuti queste stesse persone ad uscire dalle fasi complicate delle loro vite.
La narrazione scorre veloce ed è affidata al gatto, i cui pensieri spesso appaiono ridondanti. I tratti psicologici dei personaggi risultano puliti e ben delineati. Dietro ad una trama semplice è comunque custodito un messaggio forte, l'importanza di reagire ai tempi difficili con coraggio e determinazione affidandosi anche alla forza dell'amore, che può essere rappresentato anche da un animale domestico. 311 è il numero di pagine che compongono il romanzo, ma togliendo tutte quelle lasciate in bianco per i cambi di capitolo, lo spessore del volume si ridurrebbe notevolmente. Ho preso il libro in biblioteca, ma se lo avessi pagato come la quarta di copertina suggerisce, sarebbe stato meglio spendere i 16,90 € in favore di una donazione ad un gattile.

Ringrazio la modella Bea che, dopo un po' di insistenza, si è gentilmente concessa per la foto e vi invito a seguire il canale YouTube della sua mamma Daphne per compiere insieme a lei un vero giro del mondo.

venerdì 29 gennaio 2016

Quante storie diverse si possono costruire con tre soli oggetti? Un gatto, un cappello e un nastro

Le vacanze di Natale con il loro carico di tempo libero da dedicare agli affetti e ai piaceri sembrano un ricordo così lontano. Smontato l'albero di Natale e gli addobbi sono rimasti i ricordi di giorni felici e carichi di amore, ma anche un libro che si è soffermato più del solito sul mio comodino

Un gatto, un cappello e un nastro
Harris Joanne
Garzanti

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La lunga permanenza è dovuta al pochissimo tempo che ho potuto dedicare alla lettura negli ultimi giorni, ma soprattutto al fatto che il libro non è riuscito a coinvolgermi.
Dietro ad un titolo curioso, che porta a creare diverse associazioni tra gli oggetti che lo compongono, si cela una raccolta di storie che la trama definisce "legate tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre", ma questi legami non sono riuscita ad individuarli, se non per un paio di racconti. Ognuno è preceduto da qualche riga dell'autrice in cui spiega da quale avvenimento ha preso spunto o a quale altro suo libro rimanda.
L'inizio promette bene con la storia di ragazzini che si sfidano in una gara di tuffi in un fiume del Congo, frase dopo frase ci si ritrova a trattenere il fiato scivolando con loro a tutta velocità lungo le acque impetuose. Tenerezza suscitano i due racconti in cui le protagoniste sono due arzille vecchiette, ospiti di una casa di riposo, che lottano contro le ingiustizie e i soprusi di una dipendente altezzosa. C'è spazio anche per il dolore, in una storia attualissima, quello di una madre che cerca un disperato contatto con il giovane figlio morto, attraverso il suo profilo in un social network.
Il racconto che più ho apprezzato è "fai da te", in cui un uomo ricomincia la sua vita in una vecchia casa abbandonata che saprà, con amorevole cura, riportare all'antico splendore.

"Una casa non è mattoni e calce. Una casa è fatta di quelle cose
capaci di durare quando i mattoni e la calce non esistono più"

Troppi però sono i racconti che non mi hanno convinta, come quelli del signore che vive esclusivamente per il Natale, non amato dai vicini in quanto lascia l'intera casa, giardino incluso, completamente ricoperta dalle luci degli addobbi in quanto ritiene che sia Natale ogni giorno, o la donna che si innamora di un faggio fino ad annullarsi nella convinzione di esserne entrata in simbiosi, o ancora quello del gioco on-line che è diventato in poco tempo l'attività principale di un gruppo di ragazzi, spinti dalla voglia di raggiungere per primi il misterioso livello X.

Non si può certo dire che alla Harris manchi la fantasia, ne è la prova Cookie, una storia ad altissimo contenuto di zucchero, in cui la protagonista è attratta da qualunque tipo di dolce, ma questa dipendenza le fa perdere la ragione al punto che tenta di giustificare agli altri, ma soprattutto a se stessa, l'aumento di peso con una misteriosa gravidanza.

Forse prima di leggere questo libro avrei dovuto conoscere l'autrice attraverso altre sue pubblicazioni per questo le darò un'altra possibilità, magari con il celebre Chocolat.



Questo libro partecipa alla Reading Challenge 2016 del blog Emotionally

lunedì 4 gennaio 2016

Quante forme può avere l'amore? L'amore in un giorno di pioggia

Con il nuovo anno ho ripreso le letture in compagnia delle amiche de La Locanda dei Libri e della reading challenge di Sara.

Il primo libro letto, a cavallo tra i due anni, è stato

L'amore in un giorno di pioggia
Sarah Butler
Garzanti

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L'ho trovato il titolo ideale per iniziare il nuovo anno e da inserire nella categoria "inverno" dell'elenco di lettura. Mai come in questo periodo abbiamo infatti così tanto bisogno di pioggia per far fronte alla siccità e per smorzare la cappa di smog che ci attanaglia da settimane.
E in ogni inizio l'amore è l'ingrediente indispensabile.

Il romanzo si alterna tra un capitolo dedicato ad Alice e uno a Daniel, raccontato sempre in prima persona dagli stessi protagonisti. Alice è una ventottenne londinese, che ha lasciato il suo Paese per compiere un lungo viaggio nel tentativo di dimenticare un amore perduto e scappare da una famiglia a cui non sente di appartenere pienamente, soprattutto dopo la morte della madre. Torna a casa dopo aver saputo dalle due sorelle maggiori che il padre è malato e non gli restano che pochi giorni di vita. Le strade di Londra sono da anni la casa di Daniel. Il suo cuore malato lo ha reso un uomo solo all'apparenza debole, resta aggrappato alla vita grazie ad un unico pensiero fisso, quello di incontrare la figlia che non ha mai conosciuto.
Con la morte del padre la vita di Alice inizia ad incrociarsi con quella di Daniel, i due hanno molte cose in comune, la ragazza è inspiegabilmente attratta da quest'uomo e fatica a prendere una decisione in merito al suo futuro.

Dal titolo è palese che nel romanzo si parli di amore, ma leggendolo ci si rende conto che si parla solo marginalmente dell'amore verso un compagno o il legame, spesso controverso, con i propri fratelli, il protagonista è l'amore viscerale e indissolubile che lega un genitore ad un figlio.

Il finale, che sembra lasciare in sospeso il lettore, l'ho interpretato come un invito dell'autrice ad abbandonare la narrazione e a riflettere sul rapporto con i propri genitori o, per chi li ha, i propri figli: di fronte ad un amore forte e ad un filo indivisibile le parole spesso sono superflue, basta un gesto, uno sguardo.

E' piacevole leggere la Butler nel suo romanzo d'esordio: una scrittura precisa per la ricchezza di descrizioni, scorrevole. Visto l'argomento toccante mi sarei però aspettata passaggi più emozionanti. Ho apprezzato due particolarità di questo romanzo: la presenza, all'inizio di ogni capitolo, di un decalogo intitolato "dieci cose..." che ci permettono di costruire un'immagine più completa dei due protagonisti attraverso curiosità che non troviamo nella narrazione e l'inserimento, sul fondo del libro, di un'intervista all'autrice che ci parla di lei e della stesura del suo primo romanzo.


Questo libro partecipa alla Reading Challenge 2016 del blog Emotionally

mercoledì 3 settembre 2014

LeggiAmo: Un bel sogno d'amore

Sulle sponde del lago d'Iseo illuminato dalla luce di un tramonto di fine estate, mi sono immersa nella lettura di

Un bel sogno d'amore
Andrea Vitali
Garzanti

Sarnico, Lago d'Iseo - Lara - Il gusto proibito dello zenzero

L'ambientazione del romanzo, tipica di Vitali, mi riporta ad un altro lago, quello di Como, nel paese di Bellano. Siamo agli inizi degli anni Settanta quando l'annuncio della proiezione del film Ultimo tango a Parigi scuote la tranquillità degli abitanti del paese dividendoli in due fazioni: favorevoli e contrari. Della prima fa parte anche Adelaide che, per nulla intenzionata a perdersi la visione della pellicola, obbliga l'eterno indeciso fidanzato Alfredo ad una scelta: andare con lei al cinema nonostante il parere sfavorevole della madre o correre il rischio di lasciarla andare da sola o meglio con un altro accompagnatore, ad esempio quel combina guai del bel Ernesto. Il film scivola quindi in secondo piano fino a scomparire presto dal resto della narrazione per lasciare spazio ad un rocambolesco susseguirsi di fatti, rincorrersi di pettegolezzi, sentimenti e di buffi personaggi, di fronte ai quali è impossibile non lasciarsi sfuggire un sorriso.
Rispetto ad un altro romanzo letto dello stesso autore questo l'ho trovato meno scorrevole, forse per il modo di costruire le frasi. Aiuta nel proseguimento l'abilità dello scrittore nel chiudere i brevi capitoli, che si alternano da una storia all'altra, lasciandoti con la curiosità di scoprirne il seguito.
Il finale, ancora una volta, è inaspettato.

domenica 20 aprile 2014

LeggiAmo: Come un petalo bianco d'estate

E' giusto nascondere la verità?

Come un petalo bianco d'estate
Hager Cohen Leah
Garzanti



La storia di una famiglia è raccontata in questo romanzo, denso di descrizioni dei personaggi che ne fanno parte. L'autrice ce la narra senza seguire un filo temporale, ma lasciandosi trasportare dalle emozioni e dai sentimenti che emergono.
L'inizio è subito drammatico: la perdita di un figlio a poche ore dalla nascita. L'evento manda in frantumi la quotidianità della famiglia, la cui sopravvivenza è appesa ad un filo. Ogni membro reagisce in modo diverso: Biscuit, la figlia minore, cerca di attirare l'attenzione dei genitori marinando in continuazione la scuola e compiendo gesti che solo grazie all'intervento di altri non sfociano in tragedia, il fratello è vittima degli atti di bullismo dei compagni di scuola, mentre il rapporto tra marito e moglie è ormai fatto di silenzi e fughe dai problemi.
Una vicenda che poteva forse avere risvolti diversi se non si fosse taciuto la verità, per paura di fare male ai propri cari, di non essere compresi o per accesso di speranza: nell'errore nella diagnosi o, addirittura, di un miracolo.

Scrittura scorrevole e descrizioni dettagliate sono gli aspetti positivi di questo romanzo. Narrazione lenta nel complesso, mancante di colpi di scena, e finale deludente forse perché liquidato troppo frettolosamente, quasi scontato.

domenica 2 febbraio 2014

LeggiAmo - Quando eravamo foglie nel vento

Rientra nella categoria "istinto" la mia ultima lettura

Quando eravamo foglie nel vento
Anne Korkeakivi
Garzanti

Per rendere omaggio alla seconda Fiera del cioccolato, che si svolge in questo piovoso week-end nel centro di Bergamo, ho accompagnato le mie letture con dolcissime praline dal morbido ripieno.


Si tratta dell'esordio letterario di Anne Korkeakivi che, ispirandosi alla sua vita di moglie di un funzionario dell'ONU, racconta l'importante giornata di Clare, moglie di un diplomatico dell'ambasciata inglese.
Il romanzo è ambientato a Parigi dove, dopo tre anni, sta per concludersi l'incarico lavorativo del marito, Edward. In questi anni Clare si è specializzata
nell'organizzazione di ricevimenti ufficiali, ma la cena che si terrà questa sera nella loro residenza è fondamentale per l'assegnazione della prossima destinazione.
Emerge lo spettro dell'Irlanda, Paese che per oltre 25 anni Clare ha cercato, senza successo, di dimenticare.
Una lunghissima giornata, dove una serie di eventi sembrano voler mettere a dura prova i suoi nervi e svelare il segreto così gelosamente custodito.
Molti i flash back che ci riportano indietro di oltre due decenni, dove troviamo una Clare ventenne e innamorata al punto di fare qualsiasi cosa per quel ragazzo dagli occhi azzurri.
Ho apprezzato molto il modo di scrivere della Korkeakivi,
scorrevole e con descrizioni curate nei dettagli.

"Non affezionarsi al personale di servizio è una delle prime regole della vita diplomatica, ma se quelle persone conoscono tutte le regole della tua famiglia, e tu le vedi tutti i giorni, spesso più di quanto tu veda tuo marito, e loro sostituiscono la zia zitella, la vicina di casa, la vecchia amica del liceo o la nonna vedova, è difficile non affezionarsi."

"La gente è disposta a credere qualsiasi cosa a proposito di chiunque, una volta pronunciata la parola "terrorismo". Perchè il terrorismo è troppo spaventoso, troppo disumano. E' il crollo definitivo della civiltà.."

"...anche la paura può diventare una forma di terrorismo."