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domenica 5 novembre 2017

Racconti veloci per ingannare un'atttesa: Torneranno le quattro stagioni

Il libro è il diversivo che preferisco per ingannare le attese.
In aeroporto, di ritorno dalle vacanze, ne ho iniziato uno all'apparenza poco impegnativo, fatto di racconti

Torneranno le quattro stagioni
Mauro Corona
Mondadori

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In volo sopra il mar Egeo, attraversando la Grecia e risalendo il mar Adriatico ho assaporato racconti ambientati in montagna, annusato gli odori del bosco nelle diverse stagioni, sentito il rumore degli attrezzi che picchiano sul legno per tagliarlo o per dargli nuove forme, il crepitio delle foglie autunnali, la sensazione di freddo della prima neve, il risveglio della natura in primavera.

Poche pagine, scritte a caratteri grandi e intervallate da disegni. L'alternarsi delle stagioni viene raccontato sotto forma di favole, con un linguaggio semplice. Tutto porterebbe a classificarlo come un libro per bambini, ma basta leggere le prime righe per accorgersi che, per i temi toccati, anche i grandi dovrebbero dedicargli un paio d'ore. La violenza in famiglia, l'importanza del saper gustare a piccole dosi la libertà, il dolore della malattia, in particolare quella che colpisce in tenera età, la perdita di valori, l'importanza della caparbietà per raggiungere i propri sogni.

Basta poco tempo per leggerlo, ma ne serve molto per approfondire i numerosi spunti di riflessione che suscita.

sabato 29 luglio 2017

Prima lettura dell'estate 2017: La vita segreta delle api

Temperature torride, occhiali da sole, protezione solare e l'immancabile libro nella borsa. I miei preferiti dell'estate sono da sempre l'abbronzatura e le letture da spiaggia, quelle non troppo lunghe, ma capaci di tenermi incollata alle pagine.

Per rimediare ad una primavera povera di letture, sono già pronta con la prima recensione dell'estate (il fatto che poi il post resti dimenticato nelle bozze per oltre un mese è un'altra storia)

La vita segreta delle api
Sue Monk Kidd
Mondadori

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Ogni alveare ha bisogno della sua ape regina per sopravvivere così come ogni bambino ha bisogno di una famiglia che lo ami. Lo sa bene Lily che ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita, quelli che la separano dalla morte della madre, con quello che per l'anagrafe è suo padre, T-Ray, ma che da tempo ha smesso di chiamare "papà". Un uomo burbero e irascibile che rivolge le sue attenzioni esclusivamente al lavoro, la coltivazione delle pesche, e alla cagnolina Snout e che non perde occasione di punire la figlia facendola inginocchiare a lungo sui chicchi d'avena. Lily è un'adolescente di quattordici anni cresciuta con l'aiuto di Rosaleen, una donna di colore che lavorava come raccoglitrice nel pescheto di T-Ray. Non può andare alle feste di compleanno delle compagne di scuola e nessuno le ha mai comprato dei vestiti alla moda, o comunque adatti alla sua età, o le ha mai insegnato qualche trucco per essere carina. Dall'età di quattro anni vive con l'angoscia di aver causato la morte della madre, un incidente poco chiaro avvenuto durante un litigio tra i genitori. Non può parlare con T-Ray di quello che è successo in quel terribile pomeriggio di dicembre del 1954, nè tantomeno chiedergli di raccontarle qualche episodio della vita della madre perchè il solo sentire pronunciare il nome della moglie lo manda su tutte le furie.
Lily è sempre alla ricerca di un segno della madre che le permetta di sentire la sua presenza.
All'alba dei suoi quattordici anni uno sciame d'api le invade, apparentemente senza motivo, la camera in piena notte, per sparire quando la ragazza costringe il padre a raggiungere la stanza per vederlo.
Tra i pochi ricordi della madre che Lily conserva, di nascosto da T-Ray, ce n'è uno molto singolare: un quadretto di Maria, rappresentata con la pelle scura, con una scritta sul retro "Tiburon, Carolina del sud".
Il giorno del suo quattordicesimo compleanno Lily ottiene dal padre il permesso di accompagnare Rosaleen in città. In seguito alla firma del Presidente degli Stati Uniti dell'Atto sui Diritti Civili la donna è intenzionata ad andare ad iscriversi alle liste elettorali. L'odio dei bianchi verso i neri è tale che ogni occasione è buona per provocarli, come hanno modo di provare sulla loro pelle le due donne. Rosaleen non esita a rispondere alla provocazione scatenata da un gruppo di uomini bianchi incorciati lungo la strada, ne nasce una colluttazione che spalanca le porte del carcere per la donna e l'ennesimo scatto d'ira di T-Ray nei confronti della figlia. Lily trova finalmente la forza di scappare da quella casa e, una volta liberata Rosaleen, si avvia con lei verso la località riportata sull'immaginetta della Madonna.
All'interno di un supermercato la ragazza ritrova la stessa illustrazione sull'etichetta di alcuni vasi di miele, incuriosita chiede informazioni al gestore, grazie alle quali con Rosaleen raggiunge una casa dal colore rosa, dove vivono tre eccentriche signore di colore, dai nomi dei mesi dell'anno, dedite alla produzione del miele. Accolte amorevolmente soprattutto da August, la più grande delle tre, iniziano qui la loro nuova vita. Ricevono vitto e alloggio in cambio del loro lavoro: Lily viene introdotta al magico mondo delle api e dell'apicoltura, Rosaleen si impegna invece nella gestione della casa.

Lily riuscirà a mettere una pietra sul suo passato?


Ogni capitolo del romanzo si apre con una citazione tratta da libri che parlano di api e apicoltura, poche righe che bastano a  sottolineare l'importanza per l'ecosistema di questo, all'apparenza semplice, insetto.
Nel romanzo si sussegguono personaggi curiosi, dalle svariate personalità. E' facile provare simpatia per le tre sorelle e sognare di trascorrere qualche settimana con loro nella casa rosa, per scoprire l'importante lavoro che si nasconde dietro ad un vasetto di miele.

Una storia che incuriosisce il lettore fin dalle prime pagine, ricca di emozioni e di spunti di riflessione.

martedì 31 gennaio 2017

I love shopping a New York

Sto per andare nella Grande Mela insieme a Becky. Questo significa che non passeggerò nel parco più famoso del mondo, Central Park, non costruirò fotomontaggi con la Statua della Libertà, non mi concederò una visita al MoMA, non godrò di una straordinaria vista a 360° sulla città dal centoduesimo piano dell'Empire State Building e non pattinerò sul ghiaccio del Rockefeller center, ma su tacchi a spillo dai colori sgargianti andrò da una strada all'altra alla ricerca della svendita del giorno e mi farò consigliare negli acquisti da esperte personal shopper.

I love shopping a New York
Sophie Kinsella
Mondadori

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Rebecca Bloomwood, Becky o Bex per gli amici, è una ventiseienne inglese che conduce una rubrica di successo all'interno del programma televisivo Caffè del mattino. Il suo ruolo consiste nel dare consigli finanziari ai telespettatori, analizzando le storie e le domande che le vengono sottoposte durante le telefonate. Il suo lavoro le piace al punto che spesso le telefonate proseguono ben oltre la trasmissione e ha un suggerimento mirato per ogni quesito. Al di fuori del set Becky è però l'esatto opposto della risparmiatrice attenta che dimostra di essere durante le puntate. La sua irrefrenabile passione per lo shopping la porta ad acquistare qualunque cosa: dall'ultimo modello di scarpe di una grande firma al più inutile complemento d'arredo, all'oggetto di cui non ha alcun bisogno in quel momento, ma che potrebbe servirle in futuro. A forza di strisciare le carte di credito da un negozio all'altro, sul suo conto si crea uno scoperto finanziario che continua ad aumentare nonostante i solleciti del direttore di banca e dei vari istituti.
Il suo rapporto con Luke, affascinante e ricco uomo d'affari, non è ben definito. Nelle prime pagine sembra che la loro relazione sia agli albori, subito dopo i due partecipano insieme al matrimonio di un amico di vecchia data della ragazza nel corso del quale Luke viene presentato ai genitori e a tutto il vicinato. Al termine della cerimonia i due annunciano la loro partenza per New York per seguire un affare che potrebbe portarli a trasferirsi nella metropoli. Giunti negli Stati Uniti, Luke e Becky soggiornano insieme in un lussuoso hotel, ma le loro vite sembrano viaggiare su binari separati. Lui troppo preso dagli affari, lei cerca di impegnare le giornate seguendo i consigli di Luke come andare in palestra, partecipare ad una visita guidata alla città per cercare di ambientarsi, prepararsi per i colloqui di lavoro che le ha organizzato, ma finisce sempre con l'essere attratta dalle insegne dei negozi e dalle loro promozioni, nonché dalle svendite di campionario di importanti marchi.
Per Luke la conclusione degli affari oltreoceano sembra essere più difficile del previsto, al culmine della tensione i due ragazzi decidono di concedersi una serata di svago.
L'amara sorpresa che troveranno al risveglio minerà la loro storia e i loro progetti?

Un romanzo rosa che più rosa non si può. Lettura semplice, leggera ma piacevole. La ricchezza di dialoghi lo rende molto scorrevole al punto da poterlo leggere in un paio di giorni o anche meno. Nella lettura sono stata influenzata molto dal film, che mi è capitato di vedere anni fa. L'immagine di Becky passa in continuazione da quella di ragazza intelligente e sveglia sul set del programma televisivo a quella di svampita e imbranata nella vita di tutti i giorni.

sabato 10 settembre 2016

Io prima di te aveva veramente bisogno di un seguito? Io dopo di te

Dopo aver inondato di lacrime le pagine di Io prima di te, non potevo resistere alla curiosità di sapere come fosse cambiata la vita di Louisa dopo la scelta di Will.

Io dopo di te
Jojo Moyes
Mondadori

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E' passato circa un anno e mezzo dalla morte di Will e Lou non ha certo inseguito il futuro ricco di ambizioni che il ragazzo aveva prospettato per lei. Dopo una breve parentesi parigina è tornata in Inghilterra. Lavora in un discutibile bar in un aeroporto di Londra, costretta ad indossare una ridicola divisa con parrucca e ad assecondare le ire del suo datore di lavoro. Si è trasferita in un anonimo appartamento di Londra, senza aver fatto nulla per renderlo il più simile possibile ad una casa. Will è sempre nei suoi pensieri e il dolore per la sua morte sembra non placarsi. L'unica novità positiva sembra la riappacificazione con la sua famiglia.
Una sera, di ritorno da una giornata lavorativa più pesante del solito, Lou decide di salire sulla terrazza situata sopra il suo appartamento, dalla quale la notte può ammirare le luci della città e sentirne i rumori che giungono quasi ovattati. La terrazza è diventata il suo rifugio, ma alcune volte si spinge oltre, fino a salire sul parapetto e a raggiungere, un passo dopo l'altro, la parte opposta dell'edificio. Quella sera mentre compie questo rituale pericoloso, urlando al mondo la sua rabbia per la sofferenza che ancora prova per la morte di Will, perde l'equilibrio e precipita nel vuoto distratta dalle parole che le ha rivolto una persona. Tempo dopo la la stessa persona si presenta a casa sua raccontandole una storia che rimetterà in discussione ancora una volta le sue certezze. Louisa crederà o meno a questa persona? Riuscirà a mettere da parte il dolore e a guardare avanti?

Scrivere il seguito di un romanzo come Io prima di te e che lasciasse un segno quanto il primo era una sfida difficile. Jojo Moyes non si è fatta intimorire e l'ha raccolta, forse spinta dallo straordinario successo mondiale della precedente pubblicazione o forse per esaudire le innumerevoli richieste ricevute in questi anni dai lettori.
Il risultato a mio parere è ben lontano da Io prima di te. Resta indiscussa la straordinaria scrittura dell'autrice, capace di descrivere con precisione eventi ed emozioni.
Non dimentica di raccontare come sono cambiate le vite di ciascuno dei personaggi che abbiamo incontrato nel primo romanzo, le storie sembrano però incrociarsi tra loro in modo forzato. Inevitabilmente il sentimento dominante della storia è la tristezza. La spensieratezza e complicità di Will e Lou, che ci hanno fatto adorare la coppia durante il matrimonio della ex fidanzata del ragazzo, sembrano un lontanissimo ricordo.
Ho letto il primo romanzo in pochissimo tempo, mentre per questo i tempi si sono allungati, non riuscivo a farmi coinvolgere pienamente, ripensavo in continuazione alle emozioni provate nel precedente.
Forse un romanzo intenso come Io prima di te non aveva bisogno di un seguito.



Questo libro partecipa alla Reading Challenge 2016 del blog Emotionally

domenica 10 aprile 2016

Vita o morte? Coraggio o egoismo? Io prima di te

Le vite di due persone che si incontrano
sono inevitabilmente destinate a cambiare, influenzate una dall'altra

Io prima di te
Jojo Moyes
Mondadori

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Louisa Clark, ragazza ventiseienne, si accontenta del lavoro di cameriera nel bar di una piccola località turistica nell'Hertfordshire che attrae turisti, soprattutto nella bella stagione, per via della presenza di un castello. La sua routine quotidiana si interrompe bruscamente quando il proprietario del bar le comunica, da un giorno all'altro, la chiusura del locale. Vissuta da sempre all'ombra della sorella minore, considerata dai genitori migliore, Louisa non ha interessi non sa quindi a quale altro lavoro ambire e non può nemmeno permettersi di riprendere gli studi gravando sulla già pesante situazione economica famigliare. L'agenzia di collocamento prova inviano a proporle vari lavori,  fino a quando la famiglia e lo storico fidanzato, Patrick, la costringono ad accettare l'ultima offerta.

Will Traynor ha trentacinque anni, da tempo ha lasciato l'anonimo paesino dello Hertofordshire per rincorrere una brillante carriera a Londra, ha una bellissima fidanzata e una vita fatta di successi, ricchezza, grandi viaggi ed avventure. Tutto questo si interrompe all'inizio di una giornata all'apparenza identica alle altre, quando un terribile incidente lo costringerà a vivere per sempre su di una sedia a rotelle e a dipendere da altri.

Le vite così opposte dei due ragazzi si incontreranno.
Louisa riuscirà a riportare il sole e la voglia di vivere nella vita di Patrick?
E Patrick saprà spronare Louisa a superare i suoi limiti e ad allargare i suoi orizzonti?


In genere evito di leggere "i libri del momento", quelli che fanno molto parlare di loro, ma di fronte a questo romanzo non ho saputo resistere e il mio sesto senso mi ha dato ragione.
Una sera, incuriosita, ho iniziato a leggere le prime pagine e mi sono trovata a richiuderle in prossimità della centesima solo per via della tarda ora. Come non mi succedeva da molti libri, ricordo che il giorno successivo non vedevo l'ora di rincasare per poter riprendere la lettura. La smania di conoscere sempre più Will e Louisa, la trama avvincente e l'adorabile modo di scrivere dell'autrice mi impedivano di staccarmi dalle pagine.
Da tempo avevo spostato Io prima di Te dal comodino alla scrivania per poterlo recensire, ma quando un libro mi emoziona come questo trovo difficile trasmettere a parole le sensazioni provate.
Per questo vi invito a leggerlo, se ancora non lo avete fatto, e di tenere vicino a voi un'adeguata scorta di fazzoletti: è in assoluto il libro più commovente che abbia mai letto. Un romanzo dai temi forti: la malattia, la nascita di un amore, i limiti e le conseguenze della libertà decisionale.

Il prossimo 23 giugno uscirà in Italia il film, ma non so ancora se lo vedrò, mentre aspetto il 3 maggio per poter scoprire se il seguito del romanzo, Io dopo di te, sarà all'altezza del primo.




Questo libro partecipa alla Reading Challenge 2016 del blog Emotionally

sabato 25 luglio 2015

Leggere

Non ricordo quale sia stato il primo libro letto o quello che mi abbia fatta innamorare della lettura, ma devo ringraziare la maestra delle elementari, che oltre ad assegnarci i soliti compiti ci chiedeva di leggere, se ancora oggi non mi sono liberata di questa buona abitudine.

Leggere
Corrado Augias
Mondadori

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Non rinuncio alla lettura nemmeno sotto il sole cocente dell'estate, che quest'anno è iniziata all'insegna del colore arancione della copertina di Corrado Augias.
In una sorta di racconto autobiografico, servendosi di quanto imparato, delle citazioni o semplicemente dei titoli di libri letti, l'autore affronta alcuni dei molteplici temi legati alla letteratura:

Un libro iniziato deve per forza essere finito? Domanda che mi sono spesso posta al punto da parlarvene in un precedente post.

Il significato e il valore delle parole, la differenza tra due attività fatte con lo stesso organo, la vista: leggere (attivo) e guardare (passivo).

Come si inizia a leggere, le prime letture e l'individuazione di uno o più generi letterari preferiti.

Il potere della carta contro la pietra, non solo nel gioco della morra cinese, ma citando Notre Dame de Paris di Hugo "...le piccole cose sopraffanno le grandi" ci parla dell'importanza dell'invenzione della stampa come forma di rinnovamento del modo di esprimersi dell'umanità, ma anche dello scempio dei libri dati alle fiamme.

L'importanza di continuare a stimolare la memoria appuntandosi, come fa dire Petrarca ad Agostino nel suo libro Secretum meum, "...qualche nota nel punto giusto" per "godere facilmente dei frutti della tua lettura" 
"Ogni volta che leggi un libro e ti imbatti in qualche frase meravigliosa che ti suscita tumulto o delizia nell'animo, non limitarti ad aver fiducia nel potere della tua intelligenza, ma costringiti a impararle a memoria e renditele familiari meditandoci sopra, cosicché ... ogni volta che si presenta un caso urgente di afflizione avrai il rimedio pronto, come se fosse scritto nella tua mente. ... e quando trovi qualche passo che ti può sembrare utile, ... tracciagli accanto un segno deciso che ti possa servire da promemoria, altrimenti potrebbe sfuggirti."
Un suggerimento che proverò a mettere in pratica, non ho infatti mai lasciato annotazioni su libri che non fossero di studio in quanto mi piace il libro immacolato, spesso li prendo in prestito dalla biblioteca, ma anche per una sorta di pigrizia che mi impedisce di interrompere la lettura.

Due capitoli dedicati all'amore, alla lettura erotica e alla trasgressione. Più interessanti dei precedenti sono certamente i due capitoli finali dedicati rispettivamente ai problemi causati dalla letteratura, con citazioni di celebri opere come Madame Bovary di Flaubert e del V canto dell'Inferno di Dante dove si parla dell'amore proibito tra Paolo e Francesca "galeotto fu il libro e chi lo scrisse", e ai benefici della letteratura in cui Augias cita nuovamente Petrarca che esige un lettore che non si distragga pensando ad altro durante la lettura della Sua opera. La lettura esercita una sorta di incantesimo sul lettore tenendolo incollato alle pagine, tanto che Salinger ne Il giovane Holden scrive "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira", ma come possiamo essere certi che l'immagine di uno scrittore che abbiamo costruito nella nostra mente, grazie ai suoi libri, venga confermata dopo averlo conosciuto di persona?

Il libro mi è stato regalato, non lo conoscevo così come non ho mai avuto occasione di leggere qualcosa di Augias. Dal titolo mi sarei aspettata un modo diverso, più leggero, di affrontare l'argomento. Se alcune pagine offrono interessanti spunti di riflessione e di lettura, in altre i temi subiscono delle digressioni, come lo stesso Augias ammette, che ho trovato noiose e inutili.

domenica 28 dicembre 2014

LeggiAmo sotto l'albero di Natale (un libro che parla di libri): E alla fine successe qualcosa di meraviglioso

Il libro è un oggetto così straordinario che gli stessi libri spesso ne parlano.

I libri che parlano di libri sono ricchi di suggerimenti per altre letture e di riferimenti ad autori e storie. Quando li leggo devo necessariamente avere vicino carta e penna per non lasciarmi sfuggire gli spunti più interessanti.

Da una carissima amica, che conosce bene la mia passione per la lettura, ho ricevuto in dono

E alla fine successe qualcosa di meraviglioso
Sonia Laredo
Mondadori

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Il romanzo si  apre con l'emozionante evocazione, scommetto condivisibile da tutti, delle sensazioni suscitate nella protagonista, Brianda, dall'imparare a leggere.

"Ricordo ancora il giorno in cui, quando ero molto piccola, imparai a leggere. Fu un evento magico. Posso ancora rivivere la palpitante emozione che provai quando le lettere cominciarono ad assumere significato davanti ai miei occhi. Un attimo prima, sembravano solo animaletti che si nascondono sotto terrae che nessuno può vedere, e quello successivo erano vive e capaci di dare senso al mondo, di ordinarlo."

Nella vita di Brianda i libri hanno un ruolo fondamentale: sono il suo lavoro, la sua ancora di salvezza e gli autori i suoi migliori amici. La crisi colpisce inevitabilmente anche l'editoria e Brianda si ritrova presto senza lavoro. Non volta però le spalle ai suoi amati libri, anzi ancora una volta si affida a loro e, consultandoli come un oracolo, giunge a Nuba, uno sperduto paesino nel nord della Spagna, lungo il cammino di Santiago. Incuriosita da un cartello che annuncia la cessione di una libreria si imbatte nell'anziano, ma arzillo proprietario che le offre ospitalità nella sua casa in cambio di aiuto in negozio. Da lì ad un anno una serie di persone ed avvenimenti si intrecciano nella vita di Brianda, tanto che la sua vita precedente, quella trascorsa a Madrid, sembra lontana anni luce.

Il libro è la prima pubblicazione dell'autrice, Sonia Laredo, che cela dietro questo nome la sua vera identità, si sa solo che lavora nel mondo editoriale spagnolo. Ho apprezzato molto la piega data dall'autrice alla narrazione. Se nella prima parte gli avvenimenti sembrano quasi scontati, nella seconda il romanzo prende una piega del tutto imprevedibile che tiene il lettore incollato alle pagine e lo riconduce a particolari, narrati all'inizio, che sembravano del tutto trascurabili.

Un romanzo per chi ha bisogno di trovare la forza di salvarsi, il coraggio di affrontare una difficoltà, una spinta per andare avanti e non arrendersi.

"Mi resi conto che con le mie stesse dita avevo acciuffato un pizzico di felicità. E non era stato difficile quanto sembrava all'inizio."


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sabato 8 febbraio 2014

LeggiAmo: Rosso Istanbul

Un altro libro "istinto", che mi ha rapita per il titolo e per la voglia di scoprire la capitale della Turchia

Rosso Istanbul
Ferzan Ozpetek
Mondadori

I più conoscono Ozpetek, regista e sceneggiatore, per le sue pellicole cinematografiche, lo ritroviamo in questa sua prima pubblicazione in veste di scrittore  in cui ci racconta, tra biografia e finzione, degli aspetti della sua vita in Turchia con qualche raffronto alla sua quotidianità in Italia.

Un libro di poche, ma intense pagine, da leggere in un paio d'ore sorseggiando del tè bollente da un bicchierie di vetro, come in Turchia, e gustando della piccola biscotteria italiana



Saliamo con l'autore sull'aereo che da Roma lo porterà a Kalamis, il quartiere di Istanbul , dove ancora oggi si trova la sua casa natale, "la villa antica e bianca". Sul velivolo poche persone, tra cui la testarda Anna. Il racconto dei loro giorni nella città turca, sempre in qualche modo collegati, si alternano con il susseguirsi dei capitoli.

E' un libro in cui si parla di amore nelle sue più svariate forme, quello prima di tutto per la propria città natale, ma anche l'amore dolce dell'autore nei confronti della madre (alla quale ha dedicato la copertina) quando la ricorda con gli occhi di bambino come una donna bionda, elegante, "dallo sguardo dolce, quasi languido", di una "bellezza malinconica e struggente", che "aveva sorrisi e gentilezze da regalare a chiunque". Un amore tenero nei confronti della stessa donna che oggi ha ottanta anni e che "scambia la gentilezza per l'amore".
L'amicizia e il primo amore, impedito dal padre, di Ozpetek per il bellissimo Yusuf.
L'affetto per un padre assente, sparito da casa prima che lui fosse abbastanza grande per ricordarlo e ricomparso una decina d'anni dopo"un uomo sempre così elegante, e sempre imprevedibile", che negli ultimi mesi di vita a suo modo fa capire al figlio di aver accettato la sua omosessualità, ma ancora una volta è incapace di chiedergli scusa.
L'amore sempre fedele di Anna al marito, ma al tempo stesso un'attrazione, un desiderio, un brivido che non andrà mai oltre, per il collaboratore.

Accompagnano la lettura i profumi dei piatti tradizionali e quello dei fiori preferiti dai personaggi: i tigli dell'autore, le eleganti calle della madre e i tulipani di Anna.

Un colore ricorre in continuazione nel racconto, lo stesso che gli dà il titolo: il rosso.
Il colore preferito nell'età anziana della madre che abbandona i colori tenui e lo sceglie per l'abbigliamento, il rossetto, ma anche per laccare le unghie; il rosso di una bomboletta che scrive sul muro di un palazzo invocando la rivoluzione; quello del sangue che scorre sul volto delle persone dopo un incidente, della bandiera della protesta, ma anche quello "intenso e vivido" del succo dei melograni spremuti in un bar a colazione. E ancora il rosso dei tramonti, dei tram e dei carrettini dei venditori ambulanti di simit (ciambelle calde ricoperte di sesamo).

"Un uomo che non sa far volare un aquilone, non riesce a far felice una donna"

"Impara dai fiori a essere paziente, ad aspettare perché i fiori lo sanno che dopo un gelido inverno arriva la primavera."

"Non c'è da avere paura dei nostri vicini di casa, o di banco, o di confine. C'è da aver paura solo dell'odio e dei pregiudizi"

"Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati. Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l'incendio che un cuore d'inverno. Ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente. A volte succede: ed è inutile resistere, negare o combattere.
Ho imparato che l'amore non sa né leggere né scrivere. Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino, forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile. Perchè, in fondo, non esiste mai un motivo per cui ti innamori. Succede e basta. E' un entrare nel mistero, bisogna superare il confine, varcare la soglia. E cercare di rimanerci, in questo mistero, il più a lungo possibile."