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domenica 5 novembre 2017

Racconti veloci per ingannare un'atttesa: Torneranno le quattro stagioni

Il libro è il diversivo che preferisco per ingannare le attese.
In aeroporto, di ritorno dalle vacanze, ne ho iniziato uno all'apparenza poco impegnativo, fatto di racconti

Torneranno le quattro stagioni
Mauro Corona
Mondadori

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In volo sopra il mar Egeo, attraversando la Grecia e risalendo il mar Adriatico ho assaporato racconti ambientati in montagna, annusato gli odori del bosco nelle diverse stagioni, sentito il rumore degli attrezzi che picchiano sul legno per tagliarlo o per dargli nuove forme, il crepitio delle foglie autunnali, la sensazione di freddo della prima neve, il risveglio della natura in primavera.

Poche pagine, scritte a caratteri grandi e intervallate da disegni. L'alternarsi delle stagioni viene raccontato sotto forma di favole, con un linguaggio semplice. Tutto porterebbe a classificarlo come un libro per bambini, ma basta leggere le prime righe per accorgersi che, per i temi toccati, anche i grandi dovrebbero dedicargli un paio d'ore. La violenza in famiglia, l'importanza del saper gustare a piccole dosi la libertà, il dolore della malattia, in particolare quella che colpisce in tenera età, la perdita di valori, l'importanza della caparbietà per raggiungere i propri sogni.

Basta poco tempo per leggerlo, ma ne serve molto per approfondire i numerosi spunti di riflessione che suscita.

domenica 3 agosto 2014

LeggiAmo: I fantasmi di pietra

Da tempo presente nella mia libreria, iniziato e poi abbandonato,
è finalmente arrivato il momento giusto per

I fantasmi di pietra
Mauro Corona
Oscar Mondadori


9 ottobre 1963
A causa della costruzione della diga del Vajont un'enorme frana si stacca dalle pendici del monte Toc e precipita nel lago artificiale generando un'ondata immane che travolge i paesi sottostanti.
Il disastro del Vajont costò la vita ad oltre 1900 persone.


Mauro Corona in questo suo libro ci racconta del suo paese, Erto, andato in gran parte distrutto in quella notte maledetta. L'autore vaga per le vie del paese, suddividendolo in quattro parti e, percorrendone una per ogni stagione, ci propone spezzoni di vita attuale che si mescolano ai ricordi del passato. Ad ogni passo una casa crollata, una ristrutturata, una chiesa, un laboratorio, una stalla o un'osteria suscitano immagini ed emozioni, proposti sotto forma di brevi racconti più o meno legati gli uni agli altri. Storie di intere famiglie che hanno perso la vita nel disastro, di sopravvissuti che hanno abbandonato per sempre il paese e di pochi temerari che hanno trovato la forza di ricostruire e continuare a vivere in un paese pressoché deserto.

Attraverso storie vere, scherzi più o meno divertenti, leggende, alcune macabre, e descrizioni colme di aggettivi l'autore ci porta con lui in queste contrade e sembra quasi di aver incontrato veramente le persone, di aver annusato gli odori (del fieno, del letame, del vino...) di aver scivolato sulla neve con quei bambini felici e di essere stati nelle botteghe degli artigiani ad assistere al loro meticoloso lavoro di scultura del legno o di realizzazione degli attrezzi per il lavoro nei campi e nei boschi.

Un libro che mi ha emozionato molto e mi ha fatto ricordare i paesi, semplici e contadini, e i ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza dei miei genitori. Mi è piaciuto molto il modo di scrivere di Corona e il suo saper coinvolgere il lettore, anche se sul finale ho trovato le storie e i personaggi simili tra loro, quasi ripetitivi.

"Non abitano più la casa dell'altalena. Sono sparsi per il mondo, in cerca di un pezzo di pane. Montagna avara, paese ripido, patria ingrata non offrivano altro che fatiche. Di sicuro non sanno che la loro altalena sta ancora attaccata al melo con un braccio spezzato, ma è sempre là, nel cortile, che li aspetta. Stranamente in quel luogo è rimasto tutto uguale. Tranne la porta fusa nella terra e l'altalena mutilata, il resto è come un tempo, come se non fossero passati tanti anni, come se il ghiaccio avesse congelato la casa per riconsegnarla un giorno a quei bambini finiti in giro per il mondo."

"La casa ha voluto resistere, non ha ceduto ai colpi del tempo né alla sfortuna. E' rimasta in piedi a dispetto di quelle attorno, che sono crollate. Pare voglia dirci che l'amore semplice, pulito, ingenuo, può sostenere anche le pietre scosse dei terremoti."