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domenica 15 novembre 2015

L'autunno attraverso i cinque sensi

In questa domenica nebbiosa mi trovo a scorrere le foto scattate nelle scorse settimane e a ripensare alle incredibili giornate che ci ha regalato questo autunno. Cieli tersi e temperature gradevolissime lo hanno fatto assomigliare più alla primavera.

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Ho sempre vissuto con tristezza e malinconia la fine dell'estate, non sopporto il freddo, ma quando mi sono trovata immersa tra i colori e i sapori dell'autunno il cuore si è subito riscaldato e ho imparato non solo ad apprezzare, ma ad amare letteralmente questa stagione.

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Il tempo libero l'ho quasi interamente impiegato in passeggiate immerse nella natura e alla raccolta di funghi e castagne nei luoghi della mia infanzia.

"Quando arrivo qui dimentico la fatica fatta per raggiungerti, torno bambina e ricordo con forza i colori rossastri dell’autunno che ci regalava tanti frutti gustosi, il profumo del fieno raccolto sotto il sole cocente di agosto, il vociare e il sudore delle persone al lavoro, il rumore degli attrezzi e l’abbaiare dei fedeli cani. Mi siedo sulla porta, avvolta da un silenzio surreale, con la consapevolezza che questo sarà per sempre il mio luogo del cuore"

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Il calore del fuoco, l’inconfondibile rumore della padella che scuote le castagne che a poco a poco si arrostiscono, le mani che si anneriscono mentre le sbucciano velocemente per non scottarsi, il sapore dolciastro che si sprigiona mentre le addenti ancora tiepide: caldarroste.

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Castagne essicate e poi affumicate: i caratteristici biligocc di Castegnone

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Funghi velenosissimi che sembrano usciti dal bosco delle favole, giocano a nascondino
tra i fili d'erba e le foglie rossastre


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La terra, amorevolmente coltivata dall'uomo per l'intera estate, ripaga gli sforzi
continuando a donare frutti gustosi e sani.


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Le foglie cambiano colore e dimostrano tutto il loro attaccamento alla vita, cercano di restare sul loro ramo fino a quando, costrette ad arrendersi, cadono a terra volteggiando, sospinte dal vento.

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Lara - Ilgustoproibitodellozenzero

autunno, castegnone di poscante

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domenica 20 settembre 2015

VisitiAmo: Festa di Santa Croce a Monte Isola

Nella suggestiva cornice dei borghi medievali di Carzano e di Novale di Monte Isola, l'isola lacustre più grande d'Europa, immersa nel lago d'Iseo, ogni cinque anni si assiste ad una straordinaria fioritura settembrina. Strade, scalinate, pontili e case si riempiono di centinaia di fiori colorati, di diverse varietà, rigorosamente di carta e fatti a mano dagli abitanti delle due località per celebrare la festa di Santa Croce.


La festa è nata come voto fatto dagli abitanti alla Santissima Croce per invocare la fine dell'epidemia di colera che, nella prima metà dell'800, colpì duramente i paesi affacciati sul lago d'Iseo registrando il maggior numero di decessi proprio nei due borghi. Con l'improvvisa scomparsa del contagio si iniziò a celebrare la festa con cadenza quinquennale, con l'intento di renderla più bella ad ogni edizione.


 



Inizialmente la produzione riguardava solo le rose, che divennero così il simbolo della festa, oggi invece gli abitanti fanno a gara per realizzare i fiori più svariati (ciclamini, glicine, margherite, viole, campanelle e molti altri) e curati al punto che chi li guarda, scambiandoli per veri, spesso li annusa.








Il paese viene allestito con archi fatti con rami di pino sui quali, poco prima dell'inizio della festa, vengono messi i fiori. La preparazione di ogni fiore richiede molto tempo e precisione, la tecnica di produzione si tramanda di generazione in generazione. Fiori veri a volte vengono staccati dalle loro piante per essere sostituiti con quelli di carta pesta, ma è quasi impossibile notarne la differenza, come nel caso di questi ciclamini


Una spruzzata di glitter rende le decorazioni ancora più preziose



Con il calare della sera si accendono le lucine bianche collocate sugli archi che accolgono i fiori, le luminarie che delimitano l'intera chiesa e i borghi vengono avvolti da un'atmosfera ancora più magica






Grazie al traghetto che lo collega a Sale Marasino, sulla sponda bresciana del lago, Carzano è raggiungibile in pochi minuti di navigazione.

Dopo il sali e scendi per le stradine dei borghi e dopo esservi riempiti gli occhi di colori, è il momento di gustare anche qualche prodotto tipico. Tra le specialità culinarie vi è il salame di Montisola, prodotto rispettando rigorosamente il rituale tramandato di generazione in generazione: la carne non viene macinata, ma tagliata a mano con il coltello e, dopo essere stata insaccata, la fase di affumicatura avviene in una cantina con i muri in pietra, dove un camino sempre acceso garantisce una temperatura costante. Gli amanti del pesce non potranno non provare le sardine del lago d'Iseo, rigorosamente accompagnate dalla polenta.

La festa di Santa Croce, iniziata sotto una pioggia che faceva poco sperare, ha in seguito beneficiato di soleggiate e calde giornate di fine estate, e si concluderà questa sera con lo spettacolo pirotecnico sul lago, i visitatori lasceranno l'isola e gli abitanti riprenderanno la produzione di fiori per la prossima edizione.


mercoledì 2 settembre 2015

Quando un libro ti sceglie: La sola idea di te

Ci sono libri che leggi su consiglio di altri lettori, ce ne sono alcuni che prendi in prestito dalla biblioteca dopo aver letto e riletto la trama tra quelli presenti su di uno scaffale, ci sono poi quelli che altri scelgono per te regalandoteli con la speranza che possano incontrare il tuo gusto.

Spesso però è il libro che sceglie il proprio lettore come quello che prendi al volo pur di uscire il prima possibile dalla libreria più curata della tua città perché la proprietaria quella mattina deve essersi svegliata con il piede sbagliato o semplicemente sembra aver dimenticato a casa la gentilezza e il sorriso:

La sola idea di te
Rosie Alison
Beat

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Tre cambi di vestito, l'occorrente per lavarsi, il libro di favole regalatole dalla mamma con una lettera piena di affetto, la foto della famiglia e il tanto desiderato costume da poter finalmente indossare al mare è tutto quello che contiene la valigia di cartone della piccola Anna. E' il settembre del 1939, il secondo conflitto mondiale imperversa, e Anna si appresta a lasciare la mamma e la sua casa londinese per sfuggire, insieme ad altri bambini, ai preannunciati attacchi aerei nazisti. Dopo parecchie ore di viaggio non raggiunge il mare, ma la campagna inglese dello Yorkshire e l'immensa tenuta di Ashton Park dove l'affascinante proprietario, Thomas Ashton, e la moglie Elizabeth, per colmare l'assenza di figli propri hanno deciso di mettere a disposizione la loro ricchezza per aiutare i piccoli sfollati. Nella villa viene data vita ad una vera e propria scuola grazie agli insegnamenti dello stesso Ashton, della dolce signorina Weir e successivamente anche di un artista polacco che raggiunge la residenza per dimenticare l'orrore della guerra che ha vissuto sulla propria pelle. La signora Ashton si occupa invece delle questioni pratiche e organizzative. Le stagioni, con il loro carico di cambiamenti, si succedono nello straordinario parco che circonda la villa così come i sentimenti e le emozioni tra i nuovi e vecchi abitanti della tenuta. Anna imparerà che la realtà non sempre è come ci appare e a distanza di molti anni tornerà ad Ashton Park per cercare di colmare il vuoto e di dare delle risposte alle domande che hanno condizionato la sua vita adulta.

Difficile provare a descrivere a parole le emozioni che questo romanzo suscita. Sentimenti forti e contrastanti si susseguono: il potere dell'amore "Anche adesso, a distanza di dieci anni, ricordava quegli occhi che guardavano nei suoi. Gli eventi successivi non avrebbero mai potuto cancellare quello che c'era stato tra loro. No, non del tutto. Nonostante ciò che sarebbe accaduto in seguito, quel momento era ancora scolpito nel suo cuore"; il dolore della guerra"Era tormentata al pensiero del dolore straziante che doveva aver provato il suo ragazzo prima di morire: quella granata fantasma le lacerava le viscere, giorno e notte."; l'impotenza di fronte all'orrore dei campi di concentramento "Pianse perché la sua fede non era abbastanza forte da dare un senso alla tragedia che si era consumata a Dachau. Il dolore e l'angoscia andavano al di là di ogni capacità di espressione, e di ogni speranza di sollievo"

Straordinaria la scrittura di Alison: nulla è lasciato al caso: Il libro è ricco di storie e personaggi che si intrecciano e l'autrice, al suo primo romanzo, passa in modo naturale da una all'altro. La ricchezza e la precisione delle descrizioni mi hanno coinvolta fino quasi ad avvertire i rumori o i profumi narrati
"Entrò nella serra. La porta era lievemente deformata, e il telaio tremò quando la aprì. Il pavimento era rivestito di pietre, e c'era odore di gerani vecchi e ammuffiti. Era deserta. C'erano solo un annaffiatoio di ferro battuto, delle decorazioni arrugginite e coperte di ragnatele."
Rispetto alla cura messa nel resto del libro, ho trovato il finale troppo sbrigativo, ma questa è l'unica nota negativa che mi sento di fare ad un romanzo che mi ha tenuta incollata alle sue pagine nei pomeriggi assolati trascorsi in riva al fiume.

E voi scegliete i vostri libri o sono i libri a scegliere voi?

martedì 18 agosto 2015

La ragazza con l'orecchino di perla

Stralci della vita del pittore olandese Vermeer e la storia del suo dipinto più famoso

La ragazza con l'orecchino di Perla
Tracy Chevalier
Neri Pozza

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Chi non ha visto almeno una volta un'immagine di questa opera?
Ma quanti sanno chi è la giovane ritratta?

Griet è una ragazza protestante, figlia di uno dei più noti decoratori di piastrelle della città di Delft, costretto a ritirarsi a causa di un incidente sul lavoro che gli comporta la perdita della vista. Per garantire la sopravvivenza della famiglia viene mandata a fare la domestica presso la casa del pittore Vermeer, nel quartiere cattolico. Oltre alle solite faccende (lavare la biancheria, cucinare, fare la spesa) le viene affidato il delicato compito di pulire e ordinare l'atelier del pittore avendo cura di rimettere allo stesso posto gli oggetti. Il suo arrivo crea subito scompiglio tra gli abitanti della casa, non tutti i figli la accolgono di buon grado, in particolar modo Cornelia che farà di tutto per renderle la vita complicata, mentre la moglie continuerà a guardarla con sospetto e a preferire la vecchia domestica.

Griet con dedizione riuscirà a conquistare la fiducia e la tacita ammirazione del padrone che le affiderà altri compiti tra cui l'acquisto di materie prime per la realizzazione dei colori e la loro preparazione in modo da poter completare più velocemente le sue opere, fondamentali per il mantenimento della famiglia.

La bellezza della ragazza non passa inosservata: il figlio del macellaio di fiducia della famiglia Vermeer, vedendola al mercato, se ne innamora e con grande pazienza farà di tutto per piacerle e conquistarla. Van Ruijven, il, principale cliente di Vermeer, rimane affascinato al primo sguardo dai suoi enormi occhi tanto da renderle la vita impossibile quando la incontra in casa da sola e insistendo con il pittore per essere ritratto con lei in un'opera. Il pittore, mosso dalla gelosia nei confronti della ragazza, troverà un'alternativa che accontenterà quasi tutti: il ritratto della domestica con le labbra socchiuse (uno scandalo per l'epoca) con un turbante colorato al posto della cuffia e un prezioso orecchino di perle ad impreziosire il tutto e ad attirare l'attenzione di chi lo guarda.
Quello che si instaura tra Vermeer e Griet è un rapporto fatto di tanti sguardi e poche parole, di complicità e collaborazione da tenere assolutamente nascoste al resto della famiglia.
Lento e piatto l'inizio, si riscatta con un finale del tutto inaspettato che mi ha piacevolmente sorpresa.

Resto con il rimpianto di non aver visto di persona il quadro lo scorso anno, durante un week-end a Bologna, dove era stato esposto in occasione di una mostra dedicata ai pittori olandesi.

In questi ultimi anni ho imparato a guardare con occhi diversi l'arte, con la curiosità di scoprire il significato dei simboli presenti in un'opera e di conoscere la storia che c'è dietro ad ogni capolavoro e quando trovo storie così affascinanti mi è più facile memorizzare l'opera e provare a fare qualche considerazione sulle scelte fatte dal pittore.

giovedì 30 luglio 2015

Il magico potere del riordino

Vi ritenete delle perfette casalinghe che non hanno nulla da invidiare in fatto di gestione della casa? Questo libro vi dimostrerà che anche le vostre stanze sono ricche di oggetti da buttare.
Oppure appartenete come me alla categoria di quelli che dopo aver riordinato si ritrovano in poco tempo catapultate in mezzo ad un disordine peggiore di quello precedente? Alla fine di queste pagine anche noi avremo finalmente imparato a riordinare una volta per tutte.

Il magico potere del riordino
Marie Kondo
Vallardi

Il magico potere del riordino - http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/

Viene dal Giappone Marie Kondo, la regina del riordino, che grazie ai suoi corsi è diventata una vera e propria star, non solo nel suo Paese, e in queste pagine ci svela i suoi segreti per raggiungere il giusto atteggiamento mentale e diventare una persona in grado di riordinare la propria casa e di conseguenza la propria vita.
Per poterlo fare occorre prima di tutto abbandonare tutte le convinzioni e le abitudini acquisite in fatto di riordino per evitare l'effetto boomerang, ovvero che la situazione si ripresenti dopo poco peggiore della precedente.
I punti principali sono pochi e vengono ripetuti più volte, quasi come un mantra, per tutto il libro:
- è importante mettere a posto una volta per tutte piuttosto che un pò tutti i giorni per godere dello shock e dei benefici del cambiamento drastico;
- non si deve sistemare per stanza, ma per categoria e secondo un ordine preciso: vestiti, libri, documenti, oggetti misti e infine ricordi. Oggetti appartenenti alla stessa categoria sono infatti sparsi in più parti della casa e si finirebbe per continuare a riordinare le stesse cose;
- prima di iniziare qualsiasi operazione di riordino è fondamentale buttare via tutto ciò che non ci serve o che non ci piace più. Come capire se un oggetto può essere tenuto o deve essere buttato? Ascoltando le emozioni che ci suscita. Kondo assicura che ci stupiremo della quantità di sacchi di immondizia che butteremo.
- il riordino è un'operazione che deve essere fatta da soli, senza farsi influenzare da altri membri della famiglia;
- ogni oggetto deve avere la propria collocazione e ogni membro della famiglia un unico posto dove conservare le proprie cose.
I vari punti sono accompagnati anche da preziosi consigli e dritte pratiche su come sistemare gli oggetti che decidiamo di tenere per occupare meno spazio e ritrovarli con facilità.
Gli amanti dei libri come me si stupiranno nel leggere che anche i nostri tesori non vengono risparmiati dall'operazione di riordino quindi dall'eliminazione. L'autrice sostiene che i libri già letti non saranno riletti e quelli che giacciono non letti nella libreria non saranno mai aperti, quindi in entrambi in casi devono essere buttati!
Kondo assicura che i benefici di questa rivoluzione saranno molteplici, non solo per la nostra casa, ma in generale per la nostra vita.

Un libro scorrevole tanto che l'ho finito in un solo giorno, ma che avrebbe potuto essere più breve senza le numerose ripetizioni a cui ricorre l'autrice. Vorrei trovare il coraggio di fare un cambio così radicale nella mia vita applicando questo metodo, anche se non condivido pienamente l'idea di buttare tutto ciò che non ci piace o non ci serve più, valuterei, per le cose ancora in ottimo stato, come vestiti o libri, la possibilità di donarle in beneficenza o a parenti e amici o addirittura di metterli in vendita on-line. Ad ogni modo alla fine del libro sarete presi da un'irrefrenabile desiderio di ordine e ogni oggetto improvvisamente vi sembrerà superfluo e degno di essere buttato.

Siete pronti a rivoluzionare la vostra vita?

sabato 25 luglio 2015

Leggere

Non ricordo quale sia stato il primo libro letto o quello che mi abbia fatta innamorare della lettura, ma devo ringraziare la maestra delle elementari, che oltre ad assegnarci i soliti compiti ci chiedeva di leggere, se ancora oggi non mi sono liberata di questa buona abitudine.

Leggere
Corrado Augias
Mondadori

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Non rinuncio alla lettura nemmeno sotto il sole cocente dell'estate, che quest'anno è iniziata all'insegna del colore arancione della copertina di Corrado Augias.
In una sorta di racconto autobiografico, servendosi di quanto imparato, delle citazioni o semplicemente dei titoli di libri letti, l'autore affronta alcuni dei molteplici temi legati alla letteratura:

Un libro iniziato deve per forza essere finito? Domanda che mi sono spesso posta al punto da parlarvene in un precedente post.

Il significato e il valore delle parole, la differenza tra due attività fatte con lo stesso organo, la vista: leggere (attivo) e guardare (passivo).

Come si inizia a leggere, le prime letture e l'individuazione di uno o più generi letterari preferiti.

Il potere della carta contro la pietra, non solo nel gioco della morra cinese, ma citando Notre Dame de Paris di Hugo "...le piccole cose sopraffanno le grandi" ci parla dell'importanza dell'invenzione della stampa come forma di rinnovamento del modo di esprimersi dell'umanità, ma anche dello scempio dei libri dati alle fiamme.

L'importanza di continuare a stimolare la memoria appuntandosi, come fa dire Petrarca ad Agostino nel suo libro Secretum meum, "...qualche nota nel punto giusto" per "godere facilmente dei frutti della tua lettura" 
"Ogni volta che leggi un libro e ti imbatti in qualche frase meravigliosa che ti suscita tumulto o delizia nell'animo, non limitarti ad aver fiducia nel potere della tua intelligenza, ma costringiti a impararle a memoria e renditele familiari meditandoci sopra, cosicché ... ogni volta che si presenta un caso urgente di afflizione avrai il rimedio pronto, come se fosse scritto nella tua mente. ... e quando trovi qualche passo che ti può sembrare utile, ... tracciagli accanto un segno deciso che ti possa servire da promemoria, altrimenti potrebbe sfuggirti."
Un suggerimento che proverò a mettere in pratica, non ho infatti mai lasciato annotazioni su libri che non fossero di studio in quanto mi piace il libro immacolato, spesso li prendo in prestito dalla biblioteca, ma anche per una sorta di pigrizia che mi impedisce di interrompere la lettura.

Due capitoli dedicati all'amore, alla lettura erotica e alla trasgressione. Più interessanti dei precedenti sono certamente i due capitoli finali dedicati rispettivamente ai problemi causati dalla letteratura, con citazioni di celebri opere come Madame Bovary di Flaubert e del V canto dell'Inferno di Dante dove si parla dell'amore proibito tra Paolo e Francesca "galeotto fu il libro e chi lo scrisse", e ai benefici della letteratura in cui Augias cita nuovamente Petrarca che esige un lettore che non si distragga pensando ad altro durante la lettura della Sua opera. La lettura esercita una sorta di incantesimo sul lettore tenendolo incollato alle pagine, tanto che Salinger ne Il giovane Holden scrive "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira", ma come possiamo essere certi che l'immagine di uno scrittore che abbiamo costruito nella nostra mente, grazie ai suoi libri, venga confermata dopo averlo conosciuto di persona?

Il libro mi è stato regalato, non lo conoscevo così come non ho mai avuto occasione di leggere qualcosa di Augias. Dal titolo mi sarei aspettata un modo diverso, più leggero, di affrontare l'argomento. Se alcune pagine offrono interessanti spunti di riflessione e di lettura, in altre i temi subiscono delle digressioni, come lo stesso Augias ammette, che ho trovato noiose e inutili.

domenica 14 giugno 2015

Continua la conoscenza di Isabel Allende: La casa degli spiriti

A quanto pare il post in cui parlavo con entusiasmo del mio primo "incontro" con Isabel Allende non è passato inosservato ad Elisabetta, un'amica del gruppo di lettura, che mi ha regalato il primo romanzo scritto dall'autrice

La casa degli spiriti
Isabel Allende
Feltrinelli


Anche se i due libri sono stati scritti ad oltre vent'anni di distanza l'uno dall'altro è facile riconoscere la penna della sudamericana: una trama fitta fitta di personaggi, dominata dalla presenza femminile, una narrazione in terza persona alternata a quella diretta dell'ormai anziano Esteban Trueba e qua e là piccole anticipazioni di quello che accadrà molte pagine dopo.

Il romanzo è ambientato nel Cile del 900, in un lasso di tempo di circa mezzo secolo che comprende le guerre mondiali e prosegue fino poco dopo il golpe cileno del settembre 1973.
E' la narrazione della vita di una famiglia, un susseguirsi di generazioni di donne: Clara dai poteri magici in grado di prevedere gli avvenimenti e di spostare il salino sul tavolo con la sola forza del pensiero, il ricordo della bellissima sorella Rosa dai capelli verdi, la passionale figlia Blanca e la dolce nipote Alba. Una figura maschile predominante, quella di Esteban Trueba, il cui carattere si fa sempre più duro nel tempo e solo la nipote e la morte della moglie riusciranno a far uscire quel che resta del suo lato tenero. Le loro storie si intrecciano con quelle di personaggi che ad un certo punto della narrazione escono di scena per poi ricomparire, molte pagine più avanti, in situazioni e vesti inaspettate.
Due ambientazioni principali: la Casa all'angolo, nella capitale, in continua evoluzione per accogliere i numerosi ospiti e le Tre Marie, la dimora di campagna della famiglia di Esteban Trueba a lungo abbandonata e da lui recuperata fino a renderla la tenuta agraria più importante della regione.
Una storia di amori, passioni, vendette e magia.

"Ci sono molti bambini che hanno sogni divinatori, ma queste cose passano quando perdono l'innocenza"

Forte la parte finale, dedicata prettamente agli aspetti politici e al colpo di stato, con minuziose e crude descrizioni dei tragici avvenimenti.

Riconfermo il mio apprezzamento per la scrittura di Allende, ma ho trovato il libro troppo lungo.
Una nota di disappunto per l'edizione: diversi errori di digitazione uniti ad altri di traduzione nella parte finale, la più impegnativa, non me l'hanno fatta apprezzare a pieno.

"Fu una lunga notte, forse la più lunga della mia vita. La trascorsi seduto accanto alla tomba di Rosa, parlando con lei, accompagnandola nella prima parte del suo viaggio verso l'Aldilà, quando è più difficile staccarsi dalla terra e si ha bisogno dell'amore di chi rimane vivo, per andarsene almeno con la consolazione di avere seminato qualcosa nel cuore altrui."