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domenica 20 aprile 2014
sabato 22 febbraio 2014
LeggiAmo: Per dieci minuti
Non è stato proprio l'istinto, ma il continuo parlarne sul web che mi ha portato a scegliere
Per dieci minuti
Chiara Gamberale
Feltrinelli
La copertina mi ha subito trasmesso un senso di leggerezza e i commenti positivi mi hanno fatto iniziare la lettura carica di entusiasmo e tante, forse troppe, aspettative.
E' con questa sua ultima pubblicazione che ho conosciuto l'autrice, che in una sorta di biografia racconta la fine improvvisa del suo matrimonio, la perdita di un lavoro che le dava molta soddisfazione e il suo ritrovarsi sola, in una casa in città che non sente sua. Si affida alle cure di un'analista che la invita a fare un gioco: tutti i giorni del prossimo mese, per dieci minuti al giorno, dovrà provare a fare qualcosa di nuovo, mai fatto prima.
Ogni capitolo corrisponde ad un nuovo giorno, quindi ad una nuova attività: dal cucinare un piatto, per lei che non sapeva nemmeno mettere a bollire l'acqua per la pasta, al far volare delle lanterne, al prendersi cura degli altri, dal frequentare un negozio di arredamento per dare finalmente un tocco di personalità a quell'appartamento al ricamare a punto croce, imparare a guidare, ecc.
Del libro ho apprezzato molto l'idea del gioco e condivido pienamente il senso di appagamento che ti offre il fare, o almeno il provare a fare, qualcosa di nuovo, cercando di superare i propri limiti per non lasciarsi cadere nell'ovvietà.
Mi ha emozionata il capitolo dedicato all'ascolto della madre, la cui presenza, l'occuparsi prima dei problemi dei figli e del marito, viene sempre data per scontata, al punto che si stupisce quando qualcuno le chiede come sta.
Per il resto l'ho trovata una lettura semplice, a tratti quasi banale.
"Quando fanno qualcosa per noi, gli altri ci consegnano o in realtà ci tolgono un'occasione? Chi lo sa. Non lo sappiamo noi, che affidiamo quel qualcosa agli altri. Non lo sanno gli altri, che fanno quel qualcosa per noi"
"E' faticoso non essere a disposizione di chi amiamo, Chiara. Ma a volte ci tocca. Quella disponibilità infinita non aiuta noi e non aiuta loro."
Chiara Gamberale
Feltrinelli
La copertina mi ha subito trasmesso un senso di leggerezza e i commenti positivi mi hanno fatto iniziare la lettura carica di entusiasmo e tante, forse troppe, aspettative.
E' con questa sua ultima pubblicazione che ho conosciuto l'autrice, che in una sorta di biografia racconta la fine improvvisa del suo matrimonio, la perdita di un lavoro che le dava molta soddisfazione e il suo ritrovarsi sola, in una casa in città che non sente sua. Si affida alle cure di un'analista che la invita a fare un gioco: tutti i giorni del prossimo mese, per dieci minuti al giorno, dovrà provare a fare qualcosa di nuovo, mai fatto prima.
Ogni capitolo corrisponde ad un nuovo giorno, quindi ad una nuova attività: dal cucinare un piatto, per lei che non sapeva nemmeno mettere a bollire l'acqua per la pasta, al far volare delle lanterne, al prendersi cura degli altri, dal frequentare un negozio di arredamento per dare finalmente un tocco di personalità a quell'appartamento al ricamare a punto croce, imparare a guidare, ecc.
Del libro ho apprezzato molto l'idea del gioco e condivido pienamente il senso di appagamento che ti offre il fare, o almeno il provare a fare, qualcosa di nuovo, cercando di superare i propri limiti per non lasciarsi cadere nell'ovvietà.
Mi ha emozionata il capitolo dedicato all'ascolto della madre, la cui presenza, l'occuparsi prima dei problemi dei figli e del marito, viene sempre data per scontata, al punto che si stupisce quando qualcuno le chiede come sta.
Per il resto l'ho trovata una lettura semplice, a tratti quasi banale.
"Quando fanno qualcosa per noi, gli altri ci consegnano o in realtà ci tolgono un'occasione? Chi lo sa. Non lo sappiamo noi, che affidiamo quel qualcosa agli altri. Non lo sanno gli altri, che fanno quel qualcosa per noi"
"E' faticoso non essere a disposizione di chi amiamo, Chiara. Ma a volte ci tocca. Quella disponibilità infinita non aiuta noi e non aiuta loro."
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venerdì 14 febbraio 2014
Love is in the air
Sono sempre stata abbastanza indifferente alla festa di San Valentino, ma in questi giorni l'AMORE è così prorompente nei negozi, sui social e soprattutto nei cuori di tutti che mi sono lasciata trasportare.
Quando amiamo noi stessi
viene naturale amare gli altri
Torta al limone
Ingredienti:
3 uova
150 gr di farina 00
160 gr di amido di mais
200 gr di zucchero semolato
120 ml di latte
100 ml di olio di semi
la scorza di due limoni
il succo di un limone e mezzo
40 ml di limoncello e 2 cucchiai per la decorazione
1 bustina di lievito
un pizzico di sale
40 gr di zucchero a velo
Sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere il latte, l'olio, la scorza e il succo di limone, il limoncello.
Infine unire la farina setacciata con il lievito e l'amido.
Montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale e unirli delicatamente, a cucchiaiate, al composto avendo cura di amalgamarli dal basso verso l'alto per non smontarli.
Infornare in forno caldo a 180° per 40 minuti, lasciare per alti 5 minuti nel forno spento.
Quando la torta si sarà raffreddata mescolare lo zucchero a velo con due cucchiai di limoncello, ottenendo una glassa liquida da usare per decorare la torta e inumidirla.
Servitela e diffondete l'AMORE
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Con questa ricetta partecipo al contest di
I biscotti della zia
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Con questa ricetta partecipo al contest di
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